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		<title>ISTITUTO NAZIONALE DI GENETICA MOLECOLARE</title>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>INGM è una fondazione di ricerca no-profit, il cui scopo è la scoperta e lo sviluppo di nuove terapie e strumenti diagnostici nel campo dei tumori e delle malattie autoimmuni. INGM sarà situato nel Campus di IRCCS (Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico), presso l’”Ospedale Maggiore Policlinico Mangiagalli e Regina Elena” di Milano, in un nuovo edificio dedicato, la cui costruzione sarà completata entro la fine del 2011. L’edificio, destinato in parte a laboratori ed in parte ad uffici, è stato pensato e disegnato come se fosse una sorta di “Vascello della Ricerca”, individuando in tale metafora un’immagine che sembra essere molto efficace nell’evocare il viaggio. L’edificio si presenta come luogo di incontro tra due stati fisici: lo stato solido e lo stato liquido, dove, il primo è simbolicamente rappresentato dal rivestimento in pietra dei fronti dell’edificio rivolti verso la città, evocando le regole, le istituzioni, la parte dura della ricerca scientifica. Il secondo stato invece è simbolicamente rappresentato dalle facciate continue in vetro, rivolte verso l’area verde del giardino, dove emergono la creatività, l’intuizione, la sperimentazione, la circolarità delle informazioni e della comunicazione come ingredienti indispensabili della ricerca scientifica. INGM rappresenterà la missione a cui è destinato, individuando elementi di identità formale che ne permettono una chiara e convincente individuazione, in grado di comunicare la presenza dell’attività di ricerca scientifica in esso ospitata. Si presenta con maglia ampia per consentirne la massima flessibilità, ottenuta con struttura in acciaio. Le facciate sono diversificate in funzione della loro esposizione al sole, sulla base di un approfondito studio climatico, principalmente: -facciata sud-ovest di tipo continuo in vetro con frangisole esterni a pale metalliche di grande dimensione orientabili e regolabili, collegati ad un sistema di supervisione; -facciata nord est con ciglia fisse rivestito di pietra.</p>
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		<title>ASILO DI CAMPOGALLIANO &#8211; SERGIO NERI</title>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>La proposta progettuale riguarda i lavori necessari per la realizzazione del nuovo asilo nido a tempo pieno a fianco dell’esistente scuola materna “S. Neri”, così da costituire il nuovo polo per l’infanzia di Campogalliano. L’asilo ospita 3 sezioni per una capienza complessiva di 59 bambini, oltre al personale insegnante e di servizio. La progettazione dell’edificio risente della presenza del fabbricato esistente al quale è stato rapportato sia per l’allineamento sul fronte strada, sia per la scelta dello stile al fine di uniformare il complesso architettonico complessivo del polo scolastico. L’edificio, in pianta, si compone di due rettangoli compenetrati, si sviluppa su un unico piano e presenta un doppio volume nell’atrio centrale, sfruttando lo spazio delle falde e della lanterna. Il volume è infatti coperto prevalentemente da un tetto a falde compenetrate al centro da un’altana coperta con un tetto a padiglione; il secondo volume presenta una copertura piana non praticabile. La scelta architettonica dei volumi è stata fatta per uniformarsi all’edificio esistente; analogamente anche la scelta dei materiali: tetto in legno con finitura di lastra tinta rame e pareti intonacate e tinteggiate con la presenza di uno zoccolo di colore differente. La distribuzione interna invece, vista la diversa destinazione d’uso, si discosta dall’edificio esistente pur mantenendo, in corrispondenza dell’altana, un ampio spazio centrale adibito a sala comune e spazio di accoglienza. Nonostante lo sviluppo compatto del fabbricato gli ambienti sono illuminati e areati naturalmente tramite aperture sulle pareti e lucernai in copertura, tranne un servizio igienico a servizio del pubblico e i depositi; tali locali sono comunque dotati di idonei sistemi di ventilazione meccanica.</p>
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		<title>SCUOLA MATERNA VILLANOVA DI MONDOVì</title>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>L’intervento oggetto di progettazione riguarda la realizzazione di una scuola materna nel Comune di Villanova Mondovì in provincia di Cuneo a 4 sezioni, ampliabile fino 5 sezioni. La nuova scuola materna si colloca nell’area esterna all’attuale edificio scolastico del Comune che ospita sia le scuole elementari che medie. L’area disponibile, per le ridotte dimensioni, ha richiesto una progettazione in aderenza all’edificio scolastico esistente con occupazione, al piano terra, della palestra da adibire a mensa, cucina e servizi accessori. L’intervento si suddivide sostanzialmente in tre parti: il nuovo fabbricato, un corpo di fabbrica di un piano fuori terra che si distingue fisicamente in un corpo centrale di collegamento sormontato in parte da una altana a doppio volume, sulla quale si affacciano tutte le aule e i servizi annessi; il recupero e la ristrutturazione del fabbricato esistente attraverso il cambio di destinazione d’uso della palestra e degli spogliatoi in mensa, cucina, sguatteria e i servizi accessori; la sistemazione esterna che si limita alla creazione della rete fognaria bianca e nera. Per quanto riguarda il nuovo edificio, la scelta di utilizzare materiali e tecnologie simili al fabbricato esistente nasce dal desiderio di rendere omogeneo l’intervento con la suola elementare risalente agli anni del dopoguerra, sostenuta dalla specifica richiesta della Sovrintendenza dei Beni Artistici e Monumentali che ha posto un vincolo di tipo “storico”. Tutte le scelte sono state fatte in funzione del benessere igrotermico ed al contenimento dei consumi energetici. I tamponamenti esterni, gli infissi e le coperture sono state studiate con soluzioni in grado di limitare lo scambio termico tra interno ed esterno. Anche a livello di finiture sono stati utilizzati materiali tradizionali e naturali con caratteristiche di buona durabilità e facilità di pulizia e manutenzione. Visto il contesto ambientale e la collocazione in pendio, le coperture sono state realizzate con tetto giardino per un migliore inserimento nel territorio sottostante.</p>
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		<title>RESIDENZA PER ANZIANI DI URBINO</title>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>L’edificio RSA di Urbino con una capacità ricettiva di 90 pl, si articola da un corpo principale con forma curvilinea per sfruttare al meglio l’andamento topografico del terreno. Il fabbricato presenta uno sviluppo in lunghezza pari a 95ml e una profondità di 19 m. per tre piani fuori terra. All’estremo ovest dell’RSA è previsto un secondo edificio su tre piani di dimensioni ridotte affacciato su un piazzale merci, con funzioni impiantistiche, smistamento delle merci e servizio di onoranze funebri.I due piani superiori della struttura principale sono dedicati alle zone alberghiere ed attività sanitarie dei nuclei. Il piano inferiore è riservato alle attività di socializzazione, riabilitazione e attività ludico-ricreative. Questo livello è caratterizzato da un ampio porticato che funge di transizione tra gli spazi interni ed un ampio giardino tematico che consente di dare continuità alle attività riabilitative e ai momenti di socializzazione nelle stagioni primaverili ed estive. La copertura della struttura, organizzata con ampie terrazze e sistemazioni a verde è percorribile e dedicata a solarium, diventando la quinta facciata del complesso residenziale.</p>
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		<title>FACOLTA’ DI MEDICINA DI PERUGIA</title>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Il progetto per la nuova Facoltà di Medicina e Chirurgia si inserisce all’interno di un piano organico che prevede la realizzazione del Polo Unico Ospedaliero di Perugia. Il sistema realizzato si compone di una serie di corpi di fabbrica tutti della stessa altezza, ad esclusione della torre ellittica che, sovrastando il complesso, ne diventa elemento caratterizzante di riferimento. Le forme sono semplici, fatte di elementi architettonici geometricamente riconoscibili e, seguendo l’andamento dell’area, disposte in modo da formare una corte centrale che diventa luogo di smistamento ai diversi edifici e al tempo stesso piazza di incontro e socializzazione. Questa si sviluppa su tre livelli: il livello 0, che rimane alla stessa quota degli adiacenti edifici ospedalieri e costituisce l’area di accesso agli edifici principali; il livello –1 che garantisce l’illuminamento alle 6 grandi aule ipogee; il livello –2 dove è stata realizzata l’aula magna da 563 posti con la sua caratteristica forma a ventaglio.</p>
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		<title>DISTRETTO OSPEDALIERO DI CIVIDALE</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Mar 2011 15:04:34 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il Presidio Ospedaliero “S. Maria dei Battuti” si sviluppa su un’area disposta a nord-est della città di Cividale del Friuli, sulla sponda sinistra del fiume Natisone. Gli edifici principali che costituiscono l’Ospedale sono denominati “Centrale” e “di Levante”. I fabbricati sono collegati tra loro da un percorso pedonale superficiale e da un tunnel. Il complesso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Presidio Ospedaliero “S. Maria dei Battuti” si sviluppa su un’area disposta a nord-est della città di Cividale del Friuli, sulla sponda sinistra del fiume Natisone. Gli edifici principali che costituiscono l’Ospedale sono denominati “Centrale” e “di Levante”. I fabbricati sono collegati tra loro da un percorso pedonale superficiale e da un tunnel. Il complesso è poi completato da alcuni edifici di servizio indipendenti. L’intervento prevede la demolizione del vecchio padiglione di levante e la costruzione di un nuovo edificio che comprende le due funzioni fondamentali, il Distretto sanitario costituito da ambulatori, uffici amministrativi, e un unità di reparto dialisi da 15 posti e l’Hospice nel quale sarà contenuto il nuovo centro di cure palliative con 10 posti letto. E’ prevista quindi la realizzazione di un edificio multipiano suddiviso, dal punto di vista funzionale, in due corpi – uno alto tre piani ed uno di un solo piano fuori terra – di forma irregolare, nell’ordine il Distretto e l’Hospice.La forma irregolare dell’edificio non scaturisce da una semplice ricerca formale, ma è il risultato di un attenta ricerca funzionale degli spazi attorno all’edificio. In primo luogo è stata rispettata la viabilità distributiva perimetrale del vecchio edificio per non eliminare i due accessi da via Capraria e non sottrarre ulteriori spazi verdi al lotto d’intervento limitando notevolmente il taglio degli alberi.</p>
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		<title>TEATRO VERDI A FERRARA</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Feb 2011 10:41:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L’oggetto dell’intervento ha riguardato il restauro e recupero funzionale del Teatro Verdi a Ferrara. L’edificio, la cui datazione storica iniziale risale al XVI secolo con la nascita del “Teatro degli Intrepidi”, ha subito negli anni sia per mutate esigenze che per eventi catastrofici diverse trasformazioni, ultima delle quali il rifacimento del teatro del 1912 ad [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’oggetto dell’intervento ha riguardato il restauro e recupero funzionale del Teatro Verdi a Ferrara. L’edificio, la cui datazione storica iniziale risale al XVI secolo con la nascita del “Teatro degli Intrepidi”, ha subito negli anni sia per mutate esigenze che per eventi catastrofici diverse trasformazioni, ultima delle quali il rifacimento del teatro del 1912 ad opera degli Ingg. Finzi e Mazza sulle fondazioni dell’Arena Tosi crollata a causa di una abbondante nevicata. La prima necessità manifestata dal teatro è stato il consolidamento di tutte le strutture in parte crollate (vedi galleria) e da anni sottoposte a degrado per abbandono. Il consolidamento è stato anche l’occasione, nel rispetto del contenitore esistente, di introdurre quelle migliorie necessarie per rendere il teatro funzionale sulla base delle nuove esigenze scenografiche. Il gruppo di progettazione si è dotato pertanto di consulenti preparati in campo acustico e scenografico quali la soc. Muller BBM già impegnata nella progettazione della Fenice di Venezia e la Kunkel Consulting. La struttura è stata pertanto ampliata con l’introduzione di due corpi di fabbrica nei cortili laterali per ospitare i camerini e le sale prove e per l’impiantistica molto più complessa rispetto alla situazione esistente. Lo spazio sotto palco e la buca dell’orchestra sono stati abbassati per consentire l’introduzione di sistemi oleodinamici di movimento sia per il palco che per l’orchestra. Gli spazi estremamente frazionati presenti nel fronte del teatro sono stati liberati ed aperti per consentire la realizzazione di spazi flessibili per ospitare mostre ed eventi ridotti senza impegnare la sala teatrale. Sempre in armonia con l’obiettivo di rendere l’architettura novecentesca omogenea sono state eliminate anche tutte le superfetazioni introdotte nel dopoguerra come la barcaccia già oggetto di crollo.</p>
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		<title>PROGRAMMA UNITARIO DI VALORIZZAZIONE DEGLI IMMOBILI PUBBLICI DI BOLOGNA (PUV-BO)</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Jan 2011 09:40:29 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il PUV-BO è un programma innovativo riguardante 19 aree militari dismesse dal Ministero della Difesa a Bologna (caserme, ex polveriere, ecc. di proprietà statale). Aree pubbliche spesso caratterizzate da localizzazione strategica, rilevanti dimensioni, pregio architettonico, degrado. Attraverso il lavoro del Tavolo Tecnico-Operativo (con Agenzia, Comune di Bologna e ATI, coadiuvati da una Segreteria tecnica), che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il PUV-BO è un programma innovativo riguardante 19 aree militari dismesse dal Ministero della Difesa a Bologna (caserme, ex polveriere, ecc. di proprietà statale). Aree pubbliche spesso caratterizzate da localizzazione strategica, rilevanti dimensioni, pregio architettonico, degrado. Attraverso il lavoro del Tavolo Tecnico-Operativo (con Agenzia, Comune di Bologna e ATI, coadiuvati da una Segreteria tecnica), che ha realizzato la concertazione Stato-Ente Locale, il Programma ne ha sviluppato una valorizzazione immobiliare unitaria, in stretta interazione con i nuovi strumenti urbanistici. Per gli immobili con vincolo di bene culturale, la concertazione è stata svolta anche con Soprintendenza e Dir. Regionale Beni Culturali e Paesaggistici dell’Emilia-Romagna. Obiettivo principale è stata la razionalizzazione, ottimizzazione e valorizzazione dei beni (e degli usi pubblici) mediante scenari di trasformazione urbanistica compatibili, sostenibili economicamente giuridicamente. La prima fase di lavoro è stata la costruzione del ‘Quadro Conoscitivo’, mediante analisi urbanistiche, ambientali, storico-architettoniche, stato di conservazione, usi in essere, ecc; socio-economiche e finanziarie, giuridico-amministrative, di rischio, per giungere alla segmentazione/clusterizzazione del portafoglio immobiliare. L’Analisi Swot ha fatto emergere risorse-opportunità e rischi-criticità delle trasformazioni. A seguire, applicando la perequazione urbanistica al portafoglio-beni a partire da scenari urbanistici alternativi, è stato definito un ‘Quadro degli Interventi’. Analisi di sostenibilità tecnico-urbanistica, economico-finanziaria, giuridico-amministrativa hanno portato infine agli scenari/strategie ottimali di valorizzazione. Il principale risultato urbanistico del Programma è una riqualificazione/rigenerazione urbana di ampio respiro, definita in tempi molto brevi rispetto agli iter tradizionali; con offerta di nuove dotazioni territoriali alla ‘città pubblica’ (viabilità, scuole, edifici pubblici, piazze, parchi, ERS, ecc.), nonché di altre funzioni urbane. Per ogni area sono definiti usi, edificabilità, dotazioni, modalità attuative, sostenibilità. Il principale risultato economico-finanziario del Programma è un notevole aumento di valore dei cespiti rifunzionalizzati, con l’individuazione di più procedure di valorizzazione; oltre ad un risparmio per lo Stato (riduzione locazioni passive) connesso alla ricollocazione in una delle aree della sede della Direzione Reg.le MIBAC. Nella fase di Assistenza tecnica è proseguita la concertazione con il Comune, ai fini della stesura dell’Intesa Istituzionale e successivi atti necessari per l’attuazione.</p>
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		<title>PROGETTI IN AREA INTERTABA</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Jan 2011 15:13:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>politecnica</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Architettura]]></category>
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		<description><![CDATA[Politecnica ha curato per Intertaba S.p.a. alcuni interventi presso la sede di Zola Predosa (Bo). Le prestazioni effettuate variano dalla progettazione integrata dell’intero intervento, comprensiva di direzione lavori, a progettazioni altamente specialistiche quali quelle impiantistiche o urbanistiche. Gli interventi principali riguardano la realizzazione di una passerella aerea di collegamento fra due stabilimenti attigui, la realizzazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Politecnica ha curato per Intertaba S.p.a. alcuni interventi presso la sede di Zola Predosa (Bo). Le prestazioni effettuate variano dalla progettazione integrata dell’intero intervento, comprensiva di direzione lavori, a progettazioni altamente specialistiche quali quelle impiantistiche o urbanistiche. Gli interventi principali riguardano la realizzazione di una passerella aerea di collegamento fra due stabilimenti attigui, la realizzazione delle nuova area mensa per l’edificio produttivo “Gold Area” nonché numerosi interventi di ristrutturazione interni agli edifici esistenti. Ogni intervento è stato attentamente studiato e adattato agli alti standard aziendali. Politecnica ha curato anche un progetto di armonizzazione di tutti gli edifici esistenti al fine di dare omogeneità e riconoscibilità a tutto il lotto.</p>
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		<title>NUOVO OSPEDALE DI BAGGIOVARA</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Jan 2011 09:10:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>politecnica</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Nuovo Ospedale Civile S. Agostino-Estense, situato in località Baggiovara, è stato inaugurato il 2 giugno 2005; è dotato di 454 posti letto, di cui 33 per Day Hospital e Day Surgery. Ospita il Dipartimento d&#8217;Emergenza di 2° livello della provincia di Modena ed è funzionalmente integrato con l&#8217;Azienda Ospedaliero-Universitaria Policlinico e le strutture formative [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Nuovo Ospedale Civile S. Agostino-Estense, situato in località Baggiovara, è stato inaugurato il 2 giugno 2005; è dotato di 454 posti letto, di cui 33 per Day Hospital e Day Surgery. Ospita il Dipartimento d&#8217;Emergenza di 2° livello della provincia di Modena ed è funzionalmente integrato con l&#8217;Azienda Ospedaliero-Universitaria Policlinico e le strutture formative della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell&#8217;Università degli Studi di Modena e di Reggio Emilia e con gli altri ospedali della provincia. Tutto l&#8217;edificio ospedaliero è completamente climatizzato. Le camere sono singole o doppie, con propri servizi. Sono presenti Unità Operative afferenti all&#8217;area medica, all&#8217;area Chirurgica e all&#8217;area Critica (UTIC, Stroke Unit ed UTIPO); Diagnostica per Immagini (TAC ed RMN), Neuroradiologia, Pronto Soccorso con Elisuperficie autorizzata VVF attrezzata per Elisoccorso, Endoscopia Digestiva, Comparto Operatorio centralizzato con otto sale operatorie e quattro sale di Day Surgery, Centrale di Sterilizzazione, Emodialisi, Poliambulatorio specialistico, Farmacia.</p>
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